Riporto qui uno scritto che pubblicai in un forum, mi pare nel 2003. Il mio scopo era quello di spiegare perché ami tanto questo libro e da dove vengono i nik che uso in rete. Ho salvato questo scritto e voglio pubblicarlo qui oggi.

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La Storia Infinita di Michael Ende

E’ un libro magico. Nel’edizione originaria ha una copertina rigida, e tolta la sopracopertina il libro è simile a quello descritto DENTRO il libro stesso…

E’ una storia iniziatica, raccontata attraverso i toni della favola, in cui è abbondantissimo l’uso della metafora, dell’immagine pittorica, della poesia, dello scherzo a volte…

Nulla è come sembra, e tutto fluisce in direzioni inaspettate e insospettabili.

Un ragazzino goffo ed impacciato “prende in prestito” uno strano libro, le cui pagine sono scritte in verde e rubino, e leggendo si troverà coinvolto a poco a poco nelle vicende della storia e nella ricerca di un umano… per scoprire che è lui che stanno cercando.

Dopo forti resistenze accetta il suo ruolo e comincia a vivere una strana avventura all’interno del mondo di Fantàsia, ove scoprirà di non essere un eroe…. e passando attraverso vari desideri, scoprirà qual’è il suo VERO desiderio… e potrà quindi tornare a casa per riordinare la sua vita…

Il libro è diviso abbastanza nettamente in due parti (il film famoso di cui prende il nome si fermava alla 1°) ed è molto particolare perché è sempre e comunque un viaggio attraverso l’inconscio, inconscio collettivo nella prima parte, quello personale individuale nella 2°.

E mille e mille sono i personaggi che si incontrano, innumerevoli le storie che s’intrecciano e vengono lasciate per strada… Innumerevoli sono i messaggi che questo libro è capace di trasmettere a chi sa ascoltare il linguaggio speciale del sogno…..

L’Infanta Imperatrice

Personaggio molto particolare, trovo in essa una bellissima metafora di Dio, ma un Dio fuori da ogni tradizione immaginata…

Bambina e vecchia, vive nei nomi e non nel tempo. Per lei tutto è uguale e lascia vivere il bene come il male perché tutto è utile, ogni cosa ha la sua importanza e il suo ruolo.

La 1° parte del libro è incentrata su uno strano fenomeno in Fantàsia, che coincide stranamente con la mortale malattia dell’Infanta Imperatrice: un Nulla assoluto inghiotte poco a poco il mondo di Fantàsia, e solo un appartenente al mondo degli umani può salvare sia Fantàsia che l’Infanta Imperatrice.

Inizia quindi la ricerca di Atreyu, il quale troverà nel suo cammino Fucùr, il Drago della Fortuna, che lo accompagnerà fino alla fine del libro col suo canto e il suo inguaribile ottimismo.

La malattia di Fantàsia e dell’Imperatrice è legata al cuore degli uomini, i quali hanno smesso di viaggiare nel mondo incantato e di scambiare come dono le reciproche caratteristiche. Allora il mondo di Fantàsia viene risucchiato nel mondo degli umani, e si trasforma così in menzogna, in disillusione, in incubi, che allontanano ancora di più l’umanità dal mondo interiore….

Ecco perché serve un umano, un ragazzo che abbia il coraggio di dare un nome all’Infanta Imperatrice e salvare questo mondo.

Ma tutto ciò è estremamente difficile, come si accorgeranno Atreyu e Fucur… perchè Fantàsia non ha confini….

Il viaggio nel viaggio…

Bastiano Baldassarre Bucci (chissà qual’è il nome che l’autore gli aveva dato in tedesco, lingua originale) comincia una strana, bizzarra avventura. Rinchiuso nel soffitto della sua scuola divora quello strano libro dove la storia diventa via via più reale.

All’inizio spettatore, lentamente si accorge di far parte anch’egli della Storia Infinita, ma ne rifiuta l’idea a lungo….

Il libro è una porta…. Per un pelo l’Infanta Imperatrice non muore e con essa il suo mondo, ma lui pronuncia il nome, e la Dea tornerà a vivere.

Incomincia il viaggio di Bastiano all’interno di questo mondo.

Bastiano attraversa molte fasi: Fantàsia verrà creata dai suoi desideri e dal potere dell’Imperatrice, ma i suoi desideri si realizzano in modo differente da come lui li pensa e se li aspetta.

E allora diviene un cavaliere bellissimo e forte, e poi un eroe potente e rispettato, un cantastorie, un saggio….

Nell’inseguire i suoi desideri però lentamente perde i ricordi della sua vita umana, e diviene man mano paranoico e assetato di potere fino a desiderare di essere l’Imperatore…

Questo lo porterà a non credere ai suoi veri amici, preoccupati di come si mettono le cose, e ad ascoltare le lusinghe di Xaide (di dantesca memoria…. quant’è raffinato Ende!)…

E rischierà di perdersi, pazzo, nel mondo di Fantàsia, senza più consapevolezza, senza memoria, senza presente, passato nè futuro, nel regno degli Imperatori… divenuti folli per la sete di potere.

Comincerà a quel punto un doloroso cammino, attraversando gli inevitabili desideri che si formano senza che li possa fermare, desiderio di essere uno fra i tanti, desiderio di essere accudito e amato… e infine l’ultimo desiderio, ormai privo quasi del tutto di memoria…. il desiderio di amare…. il suo vero desiderio….

Saranno proprio Atreyu e Fucur che permetteranno a Bastiano di concludere il viaggio, avendo mantenuto per lui la memoria persa…..

Ygramul, Le Molte

“Meglio è pei cacciatori
morir dentro le Paludi,
ché nelle Montagne Morte
c’è quel gran Profondo Abisso,
dove sta Ygramul, Le Molte,
il più orrendo degli orrori…”

Ygramul è uno dei nik che ho usato in internet.

Personaggio molto particolare, costituito da un cangiante sciame di insetti che muta forma e risuona di un ronzio metallico. Velenosissimo, il suo veleno uccide nel giro di pochissimo tempo, ma ha una particolarità che svelerà ad Atreyu per aiutarlo nella ricerca… e Atreyu dovrà lasciarsi pungere da questo inquietante, freddo ma calmissimo essere.

Tra le maglie della sua ragnatela vedrà Fucur, e sarà lì che si incontreranno per la prima volta.

E’ il primo personaggio “negativo” della Storia Infinita, ed ha un fascino superbo. E’ uno e molteplice, cambia forma restando se stesso, è spietato ma calmissimo, è assolutamente consapevole del suo ruolo in Fantàsia, al quale non rinuncia neppure per un istante…

Senza il veleno di Ygramul, Atreyu non potrebbe proseguire il suo viaggio, ed è lo stesso veleno che permetterà poi a Fucur di seguire il piccolo Pelleverde nella sua ricerca della causa del Nulla in Fantàsia.

Fùcur, il Drago della Fortuna

“Per ogni veleno c’è il suo antidoto” rispose il drago bianco, “vedrai che tutto andrà bene.”
“Non riesco ad immaginare come!” fece Atreyu.
“neppure io” replicò il drago, “ma proprio questo è il bello. Da questo momento tutto ti riuscirà. Dopotutto non devi dimenticare che io sono un Drago della Fortuna. Anche quando me ne stavo impigliato nella rete, neppure allora ho abbandonato del tutto la speranza e, come vedi, avevo ragione.”

Bellissimo drago color bianco-madreperla, Fucur è un Drago della Fortuna, essere d’aria dal canto ineguagliabile. la sua vita è l’ottimismo, il suo mondo è quello della speranza anche se sembra impossibile mantenerne una.

La sua gioiosa speranza salverà la situazione in molti momenti ai protagonisti della storia.
Senza orgoglio, senza senso di superiorità, Fùcur vola al di sopra della terra, si libra legero nell’aria perchè è un essere d’aria. Ma sa scendere a terra per amore di un amico, per far compagnia a qualcuno a cui vuol bene, per contagiare il proprio ottimismo a chi ne ha bisogno, per donare la sua fortuna…

Uyulala, la Voce del Silenzio

“Ah, tutto accade una volta soltanto,
ma una volta, si, deve accadere.
Per valle o monte, per prato o per campo
devo svanire, per sempre tacere”

[…]

“Se in segreto tu vuoi domandare,
in rime e strofe mi devi parlare,
ma se in versi non me lo sai dire,
non posso proprio, non posso capire…”

Atreyu passa 3 prove per poter accedere all’oracolo Uyulala. Due sono mortali, in una deve guardare se stesso e potrebbe essere la più difficile…

Uyulala è un essere di sola voce, parla in rima e comprende solo se si parla in poesia. Ha la tristezza di chi sa che sta morendo, perchè il Nulla avanza verso di lei e il suo canto poetico cesserà per sempre….

Sarà lei che spiegherà la natura della malattia dell’Infanta Imperatrice…

Amo molto questo personaggio dolcissimo e impalpabile…

Il Nulla e Mork, il Lupo Mannaro

Sono arrivata ad una parte cruciale, difficilissima.

Per tutta la prima parte del libro si parla di questo Nulla che inghiotte tutto, il Nulla, un qualcosa che sembra la non-esistenza. Guardando verso il nulla non si vede, è come essere ciechi. Esso guadagna spazio, mangiando Fantàsia e tutto ciò che contiene, animato o inanimato.

Dal Nulla si coagula un personaggio, che di fatto è una mezza esistenza, un essere sospeso tra i mondi. E’ Mork, il Lupo Mannaro.

Nerissimo, insegue Atreyu per impedirgli di svolgere la sua missione.

Si incontreranno in un momento molto critico per entrambi: Atreyu ha perso l’amuleto dell’Infanta Imperatrice (l’Auryn, oggetto che ha una importanza notevole in tutta la storia), ha perso il magico Drago della Fortuna;

Mork invece è stato ingannato da un personaggio “negativo” di Fantàsia. Negativo, sì, ma pur sempre Fantasiano, per cui comunque interessato (anzi, interessatA) a mantenere Fantàsia in vita.

Mork spiegherà ad Atreyu la ragione del Nulla, e dove vanno a finire i personaggi una volta risucchiati nel Nulla…

“Hai mai visto il Nulla, figliolo? […] E’ come essere ciechi […] Quando ci siete caduti dentro, vi rimane addosso, il Nulla. Siete come una malattia contagiosa, che rende gli uomini ciechi, così che non distinguono più l’apparenza dalla realtà. Sai come vi chiamano laggiù? […] Menzogne! […] Che cosa sei laggiù, mi domandi? ma che cosa sei qui? Che cosa siete dopotutto, voi abitanti di Fantàsia? Chimere, visioni fantastiche, immagini di fantasia, invenzioni del regno della poesia, personaggi di una storia senza fine! […]Voi portate nel mondo degli uomini accecamento e illusione. Indovina un pò, figliolo, che fine fanno tutti gli abitanti della Città dei Fantasmi che si sono gettati nel Nulla? […]
Diventano manìe, idee fisse nella mente degli uomini; immagini d’angoscia, là dove non c’è motivo d’angoscia; idee di disperazione, là dove non c’è ragione di disperarsi; desiderio di cose che poi li fanno ammalare

Ecco che compare la prima parte di una spiegazione complessa. E’ la metà “cattiva” di una interpretazione del male del mondo degli uomini.

La 2° parte la dirà l’Infanta Imperatrice più avanti, nel capitolo immediatamente successivo.Ma lascio ancora parlare Mork:

” Per questo gli uomini odiano e temono Fantàsia e tutto ciò che viene da qua. Vogliono distruggerlo, E non sanno che in tal modo non fanno altro che accrescere il flusso di menzogne che si rovescia incessantemente nel mondo degli uomini, questo fiume di creature di Fantàsia diventate irriconoscibili […]

Le creature di Fantàsia giunte nel mondo degli uomini sotto questa veste, spingono gli uomini a non credere più nell’esistenza di questo mondo molto speciale, il mondo della ricchezza interiore, il mondo dove tante storie iniziano le une dalle altre in un susseguirsi infinito di trame fluide.

E questo fatto porta gli uomini ad essere manipolabili. Divenuti incapaci ad attingere a tanta ricchezza…

[…] si può far loro quello che si vuole […]

Si ha il potere su di loro. E nulla dà maggior potere sugli uomini che la menzogna. Perchè gli uomini, figliolo, vivono di idee. E quelle si possono guidare come si vuole. Questo potere è l’unico che conti veramente. […]

Con le creature di Fantàsia divenute menzogne, si scatenano guerre, si fa credere agli uomini di aver bisogno di cose inutili, si fà odiar loro cose che neanche conoscono. Si pilota il mondo degli uomini perchè gli uomini, non più arricchiti dalla visitazione di questo luogo speciale, sono come burattini, manovrabili e manipolabili…

Due mondi in simbiosi

A questo punto è importante capire: cos’è Fantàsia? Cosa rappresenta? E’ difficile dare una risposta, che comunque non sarebbe mai una risposta univoca.

E’ un mondo interiore, un mondo da cui attingiamo per poter vivere e per essere noi stessi.

E’ l’inconscio collettivo, è la ricchezza delle nostre origini umane, la radice vera della nostra intelligenza.

E’ un luogo inesplorabile nella sua interezza, che può contenere ma non essere contenuto, e per questa ragione fà veramente paura…

E’ un luogo magico ma anche crudele e spietato. Nient’affatto romantico, per percorrerlo devi avere coraggio e la capacità di lasciare che le cose vadano come devono andare, esistano senza giudizi.

Nel prosieguo del libro vedremo che è anche il luogo del nostro percorso di maturazione, è ciò che ci consente di spogliarci a poco a poco di preconcetti, di pregiudizi, della grandiosità e del senso dell’onnipotenza.

E’ quindi non solo il luogo dell’inconscio collettivo, ma anche del nostro inconscio personale, dove possiamo perderci definitivamente o trovare, ma questa volta davvero, noi stessi…

Ecco perché è tanto pericoloso: chi è capace di affrontare questo mondo non ascolta frasi fatte, non è manipolabile, non si lascia sedurre dalla menzogna perché la sa riconoscere all’istante. Non è governabile e su di lui non c’è la possibilità di esercitare alcun potere…

Ende attraverso questo libro (come anche attraverso altri suoi scritti) lancia una feroce critica della società contemporanea: incapace di tuffarsi nel mondo di Fantàsia, iper-logica, iper-razionale, di fatto con la scusa della logica e della razionalità sta perdendo il contatto con la parte più autentica dell’essere umano, quella parte che consente all’uomo di essere davvero libero!

Perché chi è libero nel proprio interno, chi lascia fluire la creatività (che è ben poco razionale), chi mantiene costantemente i contatti col mito, con la favola, con la fantasia, con l’arte, ogni tipo di arte, con lo stupore; questa è una persona che non potrà mai essere governata da nessuno.

Più un essere è razionale e più è facile che subisca controlli.

In fondo ai miei post c’è una firma:

“Collegare il cervello al cuore non può che giovare ad entrambi”

C’è una ragione precisa in questa firma, ed è scaturita dalle miriadi di riflessioni nate grazie a questo libro.

La ragione è una parte di noi, ma non è il tutto. E’ una parte, e neanche la più importante. Nel momento in cui cerchiamo di fagocitare con la ragione tutte le altre parti di noi, diventiamo falsi, manipolabili, di fatto degli idioti saccenti…

I confini di Fantàsia

Fantàsia non ha confini… Questo è quello che scopriranno Atreyu e Fùcur, prima di recarsi dall’Infanta Imperatrice.

Il mondo di Fantàsia sembrava destinato a scomparire, inghiottito nel Nulla. Atreyu è convinto di aver fallito nel compito assegnato perchè, non avendo trovato i confini di Fantàsia, non aveva potuto portare l’umano che poteva dare il nome nuovo alla dolce sovrana. Ma l’Infanta Imperatrice rivela:

“Tu l’hai portato! […] Egli non è ancora tra noi. Ma i nostri mondi sono già così vicini che abbiamo potuto vederci; per la durata di un lampo la sottile parete che ancora ci separa si è fatta trasparente. Presto sarà del tutto con noi e mi chiamerà con il mio nuovo nome, quello che solo lui può darmi. Allora io sarò guarita e Fantàsia con me.”

A poco a poco durante la lettura del libro, in Bastiano si delinea un’assurda idea: è proprio lui l’umano, e lui dovrà chiamare l’Infanta Imperatrice col nuovo nome, lui potrà salvare Fantasia.

Ma nel crollo e nella distruzione di quel magico mondo, Bastiano non vuole, non può credere che proprio lui, il goffo, insignificante e imbranato ragazzino, deriso da tutti, possa essere chiamato a quel compito.

L’Infanta Imperatrice sarà costretta ad un’azione estrema….

Il Vecchio della Montagna Vagante

Intraprese quindi uno strano, difficile viaggio alla ricerca di qualcosa che poteva essere ovunque, in mezzo alla distruzione generata dal Nulla.

Forze invisibili e sconosciute guidavano la portantina, ma l’ultimo tratto, una scala fatta di parole ghiacciate, lo doveva percorrere da sola.

Il Vecchio della Montagna Vagante è l’opposto, l’aspetto contropolare dell’Infanta Imperatrice. Come Materia e Antimateria non possono incontrarsi senza distruggersi, così la Sovrana dei Desideri non avrebbe potuto avvicinare il Vecchio senza rischiare che la Storia Infinita diventasse, di fatto, la Morte Infinita.

Entrambi sono necessari, ma il loro incontro è estremamente pericoloso. Ed è l’estremo, ultimo tentativo per costringere Bastiano a compiere la sua missione…. L’infanta Imperatrice dice:

“Tutto ciò che accade, tu lo scrivi”, disse.
“Tutto ciò che io scrivo accade” fu la risposta
[…]
“Tu ed io” domandò, “e tutta Fantàsia, tutto è registrato in questo libro?”
Lui scrisse, e al tempo stesso lei percepì la risposta:
“Non è così. Questo libro è tutta Fantàsia e te e me”.
“E dov’è questo libro?”
“Nel libro”, fu la risposta ch’egli scrisse

Il vecchio allora, su richiesta della Sovrana, chiuse in un circolo di morte eterna il libro stesso, Fantàsia e lo stesso Bastiano che leggeva-viveva la Storia Infinita. E tutto rincominciò daccapo, e Bastiano fu costretto a rileggere più e più volte, circolarmente, la Storia Infinita, e circolarmente i personaggi rivivevano più e più volte la stessa storia, ma lui stesso si rileggeva entrare nella bottega dove aveva prelevato il Libro, e nascondersi nella soffitta, e reagire alla Storia…

Tutto sembrava non potersi mai concludere, ma nulla poteva più proseguire…..

Rileggere la SUA storia dentro la Storia Infinita, e mille volte, era per lui una fonte di terrore…..

C’era solo un modo affinchè tutto cessasse, e la Storia riprendesse a scorrere….

“Fiordiluna, vengo!”

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Non proseguii più nel lavoro di riflessione sui capitoli della Storia Infinita. La seconda parte, quella in cui Bastiano entra nel mondo magico e vi compie un lavoro di conoscenza, oblio e crescita, mi rimase sempre un pio desiderio, un po’ perché non trovai più il tempo di scrivere, un po’ perché nel “luogo virtuale” dove ho pubblicato questo ho avuto problemi che mi hanno indotto a decidere di allontanarmi.

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