Paranoia - 14 Gennaio 2003
Posted by Uyulala on 15 Ago 2007
In questo post ho risposto ad un utente di un forum che ho frequentato per circa tre anni, il quale ha aperto il thread con ciò che riporto in corsivo. Allora tentai di dare una risposta alle domande poste da S._S.
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14.01.2003 Forum di R.
riferimento di S._S.:
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Vi succede mai di entrare in un locale, e per quanto non indossiate una sciarpa color fucsia fosforescente e non vi stiate scomponendo in una fragorosa risata vi pare che tutti vi guardino?Di tendere l’orecchio per sentire se nell’altra stanza i vostri familiari stanno parlando di voi?
Di immaginare che il vostro partner, uscito a spasso col cane, si stia intrattenendo a fare sesso sfrenato nel tiepido e appannato abitacolo di un auto con una passante trovata lì per lì? O peggio, appostata ad aspettare proprio lui?!
Di assentarvi momentaneamente da un gruppo di amici e temere che si sia parlato male di voi in vostra assenza?
Di temere che i vostri colleghi si lamentino segretamente tra loro del vostro rendimento? Quanta paranoia c’è nella vostra vita?
La trovate normale?
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Il pensiero paranoico è un pensiero patologico, ma per un attimo, fate finta che io non sia psichiatra, lasciamo perdere le forme di paranoia come malattia delirante e seguitemi in un discorso di semplice buonsenso.
La paranoia è tante cose.
E’ fondamentalmente PAURA.
Paura del giudizio, di essere inferiore a tutti, di non essere all’altezza. Paura che si trasforma a poco a poco in sospetto, in certezza…. Cosa potrò fare mai per evitare che scoprano che poca cosa sono io???
E’ FAR SCIVOLARE IL PENSIERO IN LIDI SGANCIATI DAL REALE.
Cosa vuol dire? Vuol dire che prima di diventare paranoici c’è tutta una serie di gradini intermedi in cui si può evitare ciò, ma per qualche ragione non si fa. E si arriva invece ad un punto di non ritorno dove tornare indietro diventa pressoché impossibile. Posso avere dei dubbi sulla buona fede altrui, ma perché scegliere di credere a tali dubbi? Che ne ricavo in fondo? Perché diventa più importante che io non venga preso in giro dalla falsità altrui piuttosto che godere di quello che l’altro, in buona o malafede, vuole donarmi??? E allora giù verso una china di sospetto-controllo-certezza del male…..
Paranoia è NON SAPER ACCETTARE LE INCERTEZZE DELLA VITA.
Non tutti ci amano, ma non tutti ci odiano. Il rapporto con un amico può cambiare, l’amore che sembrava eterno può trasformarsi in tenerezza o anche in insofferenza. Tutto cambia nella vita, senza che questo costituisca un tradimento. Cristallizzare la mutevolezza della vita ci espone al pensiero paranoico. Siccome l’amore non è eterno, non esiste, e mi ingannano quelli che mi dicono di amarmi. Siccome le amicizie possono mutare, allora non esistono gli amici, ma solo persone interessate a scoprire i miei punti deboli chissà per quale motivo…
Paranoia è inoltre NON ACCETTARE DI ESSERE PERSONE “BANALI”, NON PARTICOLARMENTE DEGNE DI CURIOSITÀ’ O ATTENZIONE.
Non accetto di essere indifferente, meglio pensare che ridano di me piuttosto che pensare che mi ignorino. Meglio pensare che mi odino piuttosto che constatare che per la maggior parte delle persone (e magari per qualcuno che io amo) io non esisto proprio…. Eppure nella vita in fondo quanto poco importanti siamo! Quanto poco interesse suscitiamo nel prossimo! Ma io, sono disposto ad accettare questo? Sono disposto ad accettare di essere uno fra tanti?
No, S._S., non è normale.
Ma non perché il pensiero paranoico possa essere patologico, solo perché non ci permette di crescere, di maturare, di acquistare quel tanto d’umiltà che ci suggerisce di guardare serenamente il prossimo senza pensare di essere dei grandi o delle nullità.
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Premetto che sono un profano della psicologia. Quindi quando mi riferisco alla mia patologia definendola “paranoia” è possibile che io sbagli. Anche perchè sono talmente tante e varie le ramificazioni della mia “depressione” che è molto diffcle per me trovarne una radice comune. Fatto sta che ultimamente, visto che, per vari motivi, la mia vita non è particolarmente entusiasmante (sono senza lavoro, non ho una partner accanto a me e trovo grosse difficolta’ a trovarne una vista la mia poca attraenza fisica, ho pochi rapporti sociali, sono completamente demotivato), per cercare di tirarmi su ho fatto spesso riferimento al periodo pi bello della mia vita. Il periodo in cui, fra l’altro, mi misi con quella che è stata la ragazza più importante della mia vita. La conobbi in chat. Pensavo che, come avrebbe visto la mia foto, subito si sarebbe tirata indietro (prima paranoia). Ma non fu così. Decidemmo di incontrarci. Pensavo che, quando mi avrebbe visto dal vivo (le foto danno soo un’idea di come uno potrebbe essere), mi avrebbe scartato (seconda paranoia). Ma non fu così. La giornata fu entusiasmante. Lei cottissima di me, io con molti dubbi perchè ho in mente anche un’altra ragazza. Forse è di lei che sono innamorato? (Terza paranoia). Fatto sta che, nonostante questi dubbi, decido di rivederla pochi giorni dopo. Prenotiamo un albergo a Bologna. Penso che quando mi vedra’ nudo si fara’ i problemi che fino ad ora non si è mai fatta (quarta paranoia mai risolta), ma, pur in un imbarazzo iniziale abbastanza normale, lo facciamo più e più volte. E da qui i ricordi veri vengono in contrasto con le mie paranoie. Perchè io ricordo che, fra un rapporto e un altro, io le dico che sto pensando alla ragazza di cui sopra. L’atmosfera si fa pesante (ovviamente). Io divento freddo. Ciò nonostante continuiamo a fare l’amore fino a quando non ci tocca lasciare l’albergo. Ricordo che le regalo un libro, che ci abbracciamo e baciamo calorosamente per le strade di Bologna in atteso del suo treno. Un momento mi sento convinto e un momento le dico che preferisco lasciarla. Sono confuso. Ma la mia paranoia mi dice:”sei sicuro che queste cose non le hai fatte il primo giorno che vi siete visti?” Perchè, se è così, si crea un problema. Perchè lei non mi aveva ancora visto nudo e senza cappello. Non aveva visto la mia calvizie. allora forse, quando facevamo l’amore, il suo non era imbarazzo ma ribrezzo. Fatto sta che tale paranoia dovrebbe essere superata dal fatto che, pochi giorni dopo, fui io a lasciarla essendomi scoperto della ragazza di cui sopra. Ma anche qui la mia paranoia mi mette dei dubbi. Dubbi che dovrebbero essere superati dal fatto che un pò di giorni dopo lei mi spedisse un messaggio piuttosto rancoroso in cui mi accusa di averle detto di amarla senza pensarlo veramene. Anche qui la mia paranoia interviene in modo assurdo:”Sicuro che fosse lei ad averti mandato quel messaggio?”. Ma ci sarebbe modo di superare anche questa paranoia. Perchè io e lei, nonostante la storia sia finita, riprendiamo a sentirci su proposta di Valeria (così si chiama) in seguito a un sms che lei mi manda per il mio compleanno in cui mi dice che le piacerebbe in ogni caso mantenere un rapporto con me. Anche qui interviene impietosa la mia paranoia:”Sicuro che arrivo’ quel messaggio? Forse te lo sei sognato”. Paranoia che dovrebbe essere superata dal fatto che spesse volte, anche se siamo solamente amici, ci troviamo a fare sesso telefonico e lei si ritrova con bollette astronomiche pur di sentirmi al telefono. Passano i mes e io continuo ad andare detro vanamente alla ragazza per cui lasciai Valeria. E Valeria mi rimane vicino come confidente. Vari viaggi di volontariato mi danno la possibilita’ di recarmi vicino dove lei abita. Ma lei rifiuta sempre di incontrarmi fino a quando non ammette:”non me la sento perchè sono ancora innamorata di te”. E la mia paranoia:”e se non fosse innamorata di te, ma fosse semplicemente il ribrezzo di cui sopra? Passano i mesi e lei, giustamente, tenta di voltare pagina cominciandosi a frequentare con un altro. Io vengo preso da improvvisa gelosia. Glie lo dico. Le dico che questa gelosia mi ha fatto capire che sono innamorato di lei. Valeria è titubante. Mi dice:”per mesi ho dovuto tenere dentro il mio amore per te e mo che ho trovato qualcuno che mi interessa e con cui posso finalmente dimenticarti tu te ne esci così”. Insomma lei ama ancora me ma non si fida più. La mia paranoia ovviamente mi dice:”Sono tutte cazzate. Lo dice solo per farti contento e coglionato”. Paranoia che potrebbe essere superata. Perchè, dopo un pò di tira e molla, lei, fra me e lui, sceglie me. Ci rimettiamo insieme. Nonostante la coriacea opposizione della mamma (contraria al nostro nuovo rapporto visti i precedenti). Finiamo per rivederci a pasqua di quest’anno. Sempre a Bologna. Facciamo l’amore e tutto. Io ho di nuovo dei dubbi su questo rapporto. Tanto è vero che finisco per perdere di nuovo entusiasmo e lei questa volta non lo accetta e mi lascia definitivamente. Io non ho reazioni particolarmente sconvolgenti. Valeria mi manca molto come persona ma sentivo pure io che la nostra storia era arrivata al capolinea. Solo che, mentre mi lascio con lei, decido anche di lasciare il lavoro (perchè non soddisfacente nè dal punto di vista economico nè dal punto di vista sociale). Così mi ritrovo di nuovo pericolosamente solo coi miei pensieri. La solitudine e la mancanza di cose da fare mi portano a buttarmi sui piacevoli ricordi del passato (fra cui spicca il rapporto con Valeria). Ma la mia paranoia fa si che, sotto la sua egida, solo 5 dei rapporti passati si salvano. Fra questi quello con Valeria. Che, dopo tutto quanto narrato, mi sembrava un rapporto a prova di bomba. Era stata molto più lei ad essere presa da me che non il cntrario. Un toccasana per la mia autostima. Ma la mia paranoia lavora ai fianchi anche questa storia. Minandola con tutt i sospetti di cui sopra. E ora anche questo ricordo (che per me era il più bello) è rovinato. Io ho tanti problemi ma la paranoia è il più grande di questi. Condiziona la mia vita da sempre e non mi permette di vivere bene nè il presente nè il passato nè di pensare al futuro. Perchè tanto penso che qualsiasi bella cosa riuscirò a costruire verra’ rovinata dalla sua implacabile opera distruttiva. Sinceramente non so più che fare. Anche perchè, anche se piuttosto piccata e con poca voglia di sentirmi (non ci siamo lasciati molto bene), Valeria mi ha dato ulteriori rassicurazioni sulla vericidità dei suoi sentimenti. Vorrei uccidermi perchè non trovo soluzione a questo tarlo che mi logora da dentro. Sono veramente alla frutta.
Sai Giulio, credo che quello che succede è che vivi sempre “altrove” e mai nell’esperienza che fai momento per momento. E principalmente vivi all’interno dei tuoi pensieri. Vorrei farti un esempio: se tu fossi un’antilope e un leone ti sta per attaccare, l’unica cosa sensata da fare è saltar via, correre. Se ti soffermi a pensare “quali possono essere le reali intenzioni del leone” vieni divorato. La tua vita si svolge così: ti divora perché tu, anziché reagire alle situazioni così come sono, “ci pensi sopra” e reagisci, invece, ai tuoi pensieri. Ovviamente sbagliando. L’unica cosa “giusta” è il contatto con la realtà.
In bocca al lupo.