Il deterioramento e la perdita del senso dell’umorismo: la predisposizione di un popolo alla dittatura

 

nomerosa3jpg “Il nome della rosa” di Umberto Eco al di là dell’aspetto poliziesco che è emerso nella sua resa cinematografica è un libro che contiene molteplici messaggi. Quello che mi è rimasto particolarmente impresso fin dalla prima volta che lo lessi è il ruolo chiave che aveva l’atteggiamento verso l’ironia e la risata nello svolgimento della storia.

In uno degli ultimi capitoli, Settimo Giorno, Notte, (Il Nome Della Rosa - Umberto Eco – i Grandi Tascabili Bompiani 1984 - pagg. 467-482) c’è un lungo colloquio tra Jorge e Guglielmo all’interno della parte più inaccessibile della biblioteca, colloquio che riguarda il libro di Aristotele sulla Commedia, libro che effettivamente non fu mai trovato e che sembra parlasse della funzione educativa della satira e del riso. Tutto il libro ruota attorno agli sforzi di Jorge di celare l’esistenza del libro in quanto avrebbe potuto stravolgere elevando a filosofia e teologia il senso dell’umorismo che Jorge considerava di natura demoniaca ed eretica.

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Cigno Appiccica!

Questa favola è molto speciale.

Non ho idea se sia dei fratelli Grimm o di Perrault, non so chi sia stato l’autore che l’ha scritta o raccolta.

Ma è una fiaba tutta da leggere, da gustare e da sorridere.

E ovviamente è una fiaba che dedico ai Comicomix

 

Giacobbe, Federico, e Goffredo erano fratelli; i primi due robusti e aitanti, il terzo mingherlino e palliduccio. I fratelli maggiori, invece di mostrarsi generosi col più debole, approfittavano della propria forza per imporre all’ultimo i lavori più faticosi e noiosi, e non mancavano mai, dopo di prenderlo in giro, come se la sua debolezza fosse una colpa.

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Il sorriso di un lieto addio

A volte mi fermo a guardare mia figlia. Quest’anno, il 1° giugno, compirà 14 anni. L’ho avuta in un periodo piuttosto rocambolesco della mia vita. E’ una bella ragazzina, dolce e affettuosa, e fortunatamente è sana.

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L’Adulto e il segreto della sua infanzia violata

Accetto con molto piacere l’invito di Daniele e partecipo anch’io alla catena di post volti a sensibilizzare i lettori sul grande problema degli abusi all’infanzia.

Abusi+mini

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AIDS e responsabilità

Coccarda per la campagna contro l'AIDS Con un certo ritardo noto che oggi è la giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS. La prima volta che sentii parlare di questa strana malattia ero ai primi anni dell’università, non ricordo se fosse il 1982 o giù di lì. Ricordo solo che cominciava a diffondersi in tutto il mondo la notizia che esisteva una malattia che colpiva gli omosessuali maschi e che determinava una perdita delle risorse immunitarie dell’individuo. Seguii da studentessa di medicina l’evoluzione degli studi e le varie descrizioni che ebbe questa malattia, attraverso anche i “battesimi” che ricevette e attraverso la scoperta che si trattava di una malattia che si trasmetteva “attraverso il sangue”

 

 

 

 

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L’incompatibilità di troppe regole - ABORTO e EDUCAZIONE alla SESSUALITA’-

Il dibattito sull’aborto torna periodicamente a farsi scottante. Accantonato apparentemente dopo il referendum dell’1981, ripreso sporadicamente in varie riprese, rincomincia a far parlare di sé attraverso la discussa legge sulla fecondazione assistita, con tutti i suoi limiti e le critiche che suscita in entrambe le posizioni “estreme” del dibattito.

In questo post affronterò il tema iniziando da un piano personale per estenderlo ad uno più generale in quanto certe posizioni che io, come tutti, assumo nei confronti della società e delle scelte di etica inevitabilmente nascono da ciò che sono, che ho vissuto e che vivo.

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Le regole e le norme: usi, non usi e abusi

Prendo spunto da una notizia di cronaca segnalata da un utente di OKNO per fare alcune riflessioni relative al rispetto e al non rispetto delle regole.

Per ragioni molteplici, spesso del tutto oscure, in Italia abbiamo la tendenza a vivere le normative e le regole in modo assai bizzarro.

Il caso specifico: un guidatore teneva fra le braccia un bambino, figlio di un’amica seduta accanto a lui. Il bambino afferra il volante e l’auto sbanda. Si attiva l’airbag e il piccolo muore a causa del violento impatto con quello che, per un adulto, sarebbe stato un salvavita.

 

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Il Tibet tra politica e religione - Parte Seconda


Incarnazione e RE-Incarnazione

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Le favole, l’occidente moderno e la censura del processo di crescita

Su segnalazione di un utente di OKNO son venuta ieri a conoscenza di questa proposta di legge

La scelta di approvare questo disegno di legge mi sollecita molte considerazioni.

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Omofobia vaticana?

In seguito a questo link trovato sul blog di TheZar, mi son venute in mente alcune riflessioni.

Intanto la prima e più forte è stata quella relativa alla consueta e irriducibile confusione tra PEDOFILIA e OMOSESSUALITA’.

Sembra che sia impossibile in vaticano operare questa pur fondamentale distinzione.

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