La nudità di Dio (racconto)

Manteneva ancora le fattezze del giovane dai lunghi capelli bianchi, ma il suo volto non era dolce e non sorrideva. Il suo sguardo era insopportabile, enigmatico come quello di una Sfinge; impossibile da sostenere, eppure l’anima non poteva distogliere il suo.

Dio sedeva comodamente nel nulla, nulla era intorno a loro, nulla di nulla. Un vuoto infinito, privo di colori, privo di luce eppure non buio, senza dimensioni, senza alcun punto di riferimento. Nulla, solo nulla. L’unico punto di riferimento era Lui, la sua tunica iridescente, la sua forma preferita era però pallida, tenue, non brillante come al solito. Gli occhi erano però vivacissimi e intensi ed era l’unico luogo ove fosse possibile rivolgere lo sguardo.

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Un’anima altera (racconto)

Lo guardò pensoso. Si accarezzò la lunga barba bianca con un enigmatico sorriso. Questa volta era più difficile. Davanti aveva un’anima dritta e altera, di chi era abituato a dare ordini.

Scosse i candidi e lunghi capelli e lentamente si trasformò. La barba si diradò pian piano, il viso si distese, giovane e fresco. I capelli divennero fulvi, lunghi, mossi. La tunica a poco a poco mostrava inequivocabilmente fattezze femminili.

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No potho reposare

Andrea Parodi. Andrea Parodi… Che dire di lui? Nulla che non sia stato già detto, nulla che non sia già stato scritto. Questo concerto era l’ultimo, o sicuramente uno degli ultimi. La canzone, una bellissima poesia d’amore, con la sua voce vibra alta e invade ogni fibra del corpo, ogni angolo dell’anima, ogni più piccolo recesso del cuore. continue reading

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Non si può tornare indietro, Michael…

Non posso fare a meno di amarti. Non posso fare a meno di odiarti. Hai accompagnato la mia giovinezza con canzoni forse ripetitive ma originali, hai sedotto il mio corpo con movenze da perfetto ballerino e incantato la mia vista con coreografie allora insolite, sincopate, dai movimenti mai visti che da allora tutti invece copiano a profusione.

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L’ultima pietra della torre (racconto breve)

Il caldo si faceva afoso e soffocante. Una polvere sottile e invadente si mischiava al sudore e incollava la pelle alla camicia di lino grigio. L’uomo bevve con parsimonia dalla fiasca dell’acqua e si diresse verso le palme rade che scorgeva in lontananza. La vecchia jeep sobbalzava fra le pietre mentre l’uomo imprecò contro la sorte che non gli aveva permesso di ottenere un fuoristrada più confortevole. Si fermò per un istante e guardò con attenzione la mappa: i punti di riferimento sembravano coincidere e proseguì verso quella che sembrava la direzione giusta.

 

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S.L.A.

Oggi scrivo per la prima volta un post, dopo aver formattato il mio vecchio computer e prima di aver recuperato tutto ciò che erano le caratteristiche di prima.

Non amo le sigle e gli acrostici. Non li capisco. Non li riconosco quasi mai. Preferisco di solito recitare come un rosario tutte le parole che lo compongono. Questo è ciò che pensavo mentre percorrevamo la strada per quella visita domiciliare che avrei volentieri voluto evitare.

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Bach - l’Anima nelle vibrazioni del Corpo

Tempo fa ho ricevuto in dono da una persona a me molto cara delle musiche di Bach. Purtroppo buona parte di esse sono deteriorate e mi trovo in questo momento, mentre scrivo, ad ascoltarle una per una per identificare i brani leggibili e salvarli quindi sul pc.

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Influenza

E gli occhi mi diventano acquosi e la bocca si asciuga. Mentre le mani diventano presto gelide il mio volto avvampa, pulsante. Come fuoco mi si propaga nelle ossa, nella carne, a ricordarmi che esisto e che il mio corpo c’è, è qui, indolenzito e bruciato…

 

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Non conosco parole adeguate. Riflessioni su Amore e Morte

E’ uno di quei giorni in cui avrei voglia di esprimere quello che mi passa per la testa e nel cuore, ma in cui mi viene tanto difficile macinare con le parole qualcosa di assolutamente ineffabile e… difficile da esprimere. Ho scritto nel post precedente del film “Ti presento Joe Black”, che ho rivisto stamane. E ieri notte, fino ad un orario indecente, non ho fatto altro che guardare interviste a Tiziano Terzani e al figlio Folco, a guardare la presentazione del libro scritto da Folco sbobinando lunghe conversazioni col padre prima che morisse.

 

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Vi presento Joe Black

Scrivo queste righe a caldo, in seguito alla visione di questo film particolarissimo, consigliatomi qualche giorno fa.

Dovendo scrivere, per forza, la trama, la metto in altro formato in modo che chi non vuole leggerla, la salti.

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