Anna

E’ morta circa due settimane fa.

Da anni sapeva che stava per morire, le cure chemioterapiche l’hanno tenuta in vita oltre ogni previsione. Quando ci riusciva, continuava a venire al lavoro. Ogni volta la guardavo sorpresa, le carezzavo una spalla e le sorridevo. Lei ricambiava il sorriso irrigidendosi un po’ per quel gesto d’affetto a cui non era abituata e che, in fondo, non gradiva.

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La selezione innaturale

Le mie son solo sventagliate di idee e riflessioni. Non hanno alcun valore scientifico, né statistico. Solo semplici riflessioni capitate per caso nella mia testa.

Ma riflettevo sulla continua discrepanza tra il detto e i fatti presente almeno nella nostra realtà nazionale, anche se sospetto che sia così anche per altre realtà. Nei paesi industrializzati ci si straccia le vesti per il calo delle nascite e si esorta alla procreazione adducendo ragioni di tipo economico, religioso, sociale.

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Quarta parte: l’inconscio, burattinaio delle nostre azioni

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Mantengo la promessa fatta ieri e mi appresto a rispondere in modo parziale e più che altro discorsivo alla domanda lasciata in sospeso ieri. Come mio solito parlerò facendo esempi e considerazioni.

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Terza parte: La “buona fede”, le motivazioni vere e quelle di facciata. Quando si arriva ad un bivio

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Ciò che ho esposto in precedenza e tanti fatti della vita mi hanno portato con gli anni a riconsiderare il valore della “buona fede” e dei comportamenti inconsapevoli. Non mi riferisco a quegli eventi realmente e genuinamente casuali che possono rientrare nella definizione di “sfiga”, mi riferisco a quegli atti commessi “in buona fede” che però son destinati a portare dei danni e conseguenze negative a lungo termine. Come già accennato, Jung nella sua autobiografia scrisse che il ricordo di quei fatti avvenuti tra i suoi 12 e 13 anni, lo aiutarono molto nel comprendere alcune forme di reazioni psicotiche.

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L’ipocrisia fin nel profondo della mente. Ovvero la perfidia della buona fede. Seconda parte: gli svenimenti del giovane Jung

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Una volta data una sommaria spiegazione su alcuni meccanismi di difesa, arrivo quindi a spiegare l’altro elemento che ha aiutato la mia riflessione: un momento specifico della storia personale di Jung.

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L’ipocrisia fin nel profondo della mente. Ovvero la perfidia della buona fede. Prima parte: i meccanismi di difesa

Inizio con questo post l’esposizione di un articolo piuttosto complesso che mi costringe a pubblicarlo a puntate. Si tratta di un argomento che mi sta particolarmente a cuore perché ravviso nei meccanismi che descrivo (peraltro in modo sommario e - probabilmente - anche semplicistico) la ragione di tante distorsioni nei rapporti interpersonali. Chi ha voglia di seguirmi si prepari. Spero di non essere troppo noiosa…

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Le magliette di Lameduck

Lameduck, volevo scriverti un commento in questo tuo post, ma alla fine m’è venuto troppo lungo e ne faccio un post a mia volta.

Ci ho pensato parecchio prima di rispondere al tuo post. Io e te siamo quasi coetanee ed abbiamo vissuto “di persona” (se così si può dire) alcuni fatti molto particolari. Uno fra questi è stato l’evento della protesta degli universitari in piazza Tienanmen a Pechino, con tutto quello che ne è derivato. Non so tu, ma io avevo la TV accesa 24 ore su 24 finchè hanno trasmesso qualcosa. Poi basta, notizie sempre più sporadiche e lontane, qualche doloroso ricordo di tanto in tanto.

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L’incompatibilità di troppe regole - ABORTO e EDUCAZIONE alla SESSUALITA’-

Il dibattito sull’aborto torna periodicamente a farsi scottante. Accantonato apparentemente dopo il referendum dell’1981, ripreso sporadicamente in varie riprese, rincomincia a far parlare di sé attraverso la discussa legge sulla fecondazione assistita, con tutti i suoi limiti e le critiche che suscita in entrambe le posizioni “estreme” del dibattito.

In questo post affronterò il tema iniziando da un piano personale per estenderlo ad uno più generale in quanto certe posizioni che io, come tutti, assumo nei confronti della società e delle scelte di etica inevitabilmente nascono da ciò che sono, che ho vissuto e che vivo.

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Le scelte

Questo post lo scrissi per commentare la notizia di un omosessuale altoatesino che volle la cancellazione dai registri battesimali (notizia ANSA), atto che viene impropriamente chiamato “sbattezzo”.

E’ da parecchio che penso anch’io di fare questo, più o meno da una decina di anni. In effetti il termine “sbatezzo” è improprio, poichè si tratta di esigere di essere cancellati dai registri battesimali e di non figurare nei calcoli statistici come appartenenti alla chiesa cattolica. Per chi crede nel significato del battesimo, ovviamente gli effetti sacramentali del medesimo non verrebbero meno, ma chi chiede lo “sbattezzo, chiaramente, a questo non ci crede.

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Riflessioni sull’essere o NON essere cattolici

La morte del papa ha suscitato molte riflessioni, da parte un po’ di tutti, a prescindere dalla propria fede e dalle posizioni assunte nei confronti del cattolicesimo.

Vorrei in questa sede esporre delle riflessioni del tutto MIE, personali, e peraltro molto intime. Trovo infatti che gli argomenti che hanno a che fare con lo spirito (in modo diretto o indiretto, in modo più o meno limpido o distorto) siano molto più intimi di qualunque altro.

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