Se si domandasse a un uomo vero, che opera dal suo fondo proprio, perché compie le sue opere, questi, per rispondere giustamente, non direbbe altro che: “Io opero perché opero.” — Meister Eckhart, La via del distacco – Oscar classici Mondadori
Dalla parte degli ex:
Movimento dei Focolari, una visione critica
La mia casa è piccola, non posso sbagliarmi. Quando attraverso l’angusto andito la incrocio. Abbastanza alta, formosa sebbene delicata, i capelli ormai dipinti di vari colori e con un taglio nuovo. Tenui sfumature che partono dal verde pistacchio al rosa fucsia si interscambiano in quel caschetto.
Nel prosieguo del mio racconto ho deciso di discostarmi un po’ da quanto scrissi su Clerofobia. Un po’ anche per via delle reazioni che ho suscitato nei post precedenti. Cercherò quindi di semplificare il racconto, nei limiti del possibile, e nei post successivi vedrò di raccontare le cose sganciandomi da quanto pubblicato in passato.
Inserisco qui, a poco a poco, una serie di articoli che postai circa due anni fa nel blog Clerofobia (che ora si è spostato a QUEST’INDIRIZZO) sperando di riuscire a proseguire nel lungo (lunghissimo) racconto che avevo interrotto per “esaurimento pazienza”. Avevo scritto quindi questi articoli ben prima che Chiara Lubich morisse e intendo mantenere i toni così come li espressi due anni fa.
Credo che fosse il 25 o il 26 Maggio del 1994. Più o meno in quel periodo avrei dovuto partorire la mia streghetta, che invece, da brava ritardataria quale si sarebbe poi dimostrata, decise di nascere la notte tra il 31 Maggio e il 1° Giugno, finendo per avere quest’ultima come data del compleanno.
La lettura di un articolo che parlava dell’uso dell’aborto selettivo in India per eliminare le nascite femminili mi ha riportato alla ribalta l’argomento dell’essere donne.
Facciamo insieme alcune riflessioni relative alla sessualità e alla genitorialità.
Ha trent’anni. Molto carina, dolcissima, un residuo di bassa autostima la spinge ogni tanto da me. E’ sposata da qualche anno e mi racconta alcune quotidiane vicissitudini, niente di che, quelle legate alle comuni difficoltà della vita. Le chiedo se desidera figli.
Stanotte, come mi capita spesso ormai, ero insonne. Vado a guardare la TV e trovo un film a causa del quale ho praticamente passato la notte in bianco.
Don Juan de Marco- Maestro d’amore
film di Jeremy Leven del 1995, vede come protagonisti un giovane Jonny Deep e un anziano, grasso e sfatto Marlon Brando, con una splendida Faye Dunaway in un importante ruolo d’appoggio.
Da tempo mi manca la voglia di scrivere. A volte anche di leggere e di questo me ne dispiaccio perchè avrei tante cose interessanti da riguardarmi.
Giovedì scorso, il 1° giugno, mia figlia ha compiuto 12 anni. E in questi giorni, mettendo in ordine le foto scannerizzate sul pc, l’ho rivista piccolina, a 4 anni, bionda e delicata come sempre, ma piccola.
Sono tornata dal mare. Per una strana combinazione mi son svegliata presto e ho deciso, nonostante sia domenica, di andare un po’ al mare. Alle 8.00 ero già in spiaggia. Una spiaggia magicamente vuota, silenziosa, dove lo sguardo poteva spaziare riposandosi all’orizzonte. Il mare era calmo ma non piatto. Una fresca brezza da nord metteva brividi lungo la pelle.
Ormai sta in comunità da qualche anno e torna a casa solo sotto le feste. L’avevo già visto in ambulatorio e mi aveva fatto paura. Vado a trovare la madre. Malata, invecchiata anzitempo dai dolori pesantissimi che la vita le ha imposto, stanca, spaventata.
Ha avuto gravi lutti. E questo figlio gravemente schizofrenico. Per qualche ragione A. riesce a verniciarsi ad un occhio distratto di una parvenza di normalità, ma i suoi deliri più pesanti sono rimasti intatti. Vuole la morte dei genitori, li accusa di aver ucciso le persone care che, nella vita, sono venute meno a questa famiglia. Dice che si deve difendere.
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Sacro Profano
Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…