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Nuvola di parole

Mabel Erdozain: ¿POR QUÉ NO ESTOY HOY EN EL FOCOLAR?

Inserisco qui la lettera originale di Mabel, una focolarina argentina, che spiega le ragioni del suo allontanamento. Posterò subito dopo la traduzione italiana.

¿POR QUÉ NO ESTOY HOY EN EL FOCOLAR?

carta enviada el 5 de diciembre 2009 para el encuentro anual en la Mariápolis Lia

Mabel Erdozain

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Leggendo “Queste oscure materie”

Sto affrontando un periodo per me profondamente difficile, per ragioni personali, e come spesso mi capita (e non mi capitava da molti anni) le letture mi stanno aiutando ad affrontarlo. Per tantissimo tempo avevo letto “La storia infinita” di Ende, l’ho letto moltissime volte e l’ho amato al punto che su internet porto il nome di uno dei suoi personaggi.

Ho regalato il mio libro “storico” circa un anno fa, l’ho regalato perché per me era un dono speciale, dal significato speciale. Ma ora, all’improvviso, mi rendo conto che non ce l’ho più con me perché quel libro ha smesso per me di svolgere le sue funzioni. Ho comunque di esso un’altra copia, nuova, con la copertina morbida e senza l’aspetto che ricalcava quello del libro descritto al suo interno. Ma ovviamente non è la stessa cosa.

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Focolare.net: dal sito ai blog

Come ho spesso accennato, in seguito alla morte di Chiara ho conosciuto il titolare dei siti FOCOLARE.NET e FOCOLARI.INFO con il quale ho iniziato una bella amicizia e uno scambio di esperienze.

In seguito a questo scambio di idee, il mio amico si è deciso ad aprire tre blog paralleli rispettivamente alla versione italiana, inglese e olandese del sito.

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La fine del mondo è vicina?

Approfitto sempre di pause dal lavoro per girare in rete come solitamente non ho occasione di fare. Per questo ho trovato una segnalazione su OKNOtizie, ne ho letto l’articolo relativo, ho votato OK (perché francamente mi è piaciuto), mi sono sciroppata i commenti del blog, non ho avuto voglia di leggere quelli su OKNOtizie se non così, qualcuno a casaccio.

Mi riallaccio ad un discorso che già ho fatto in un post, IL MIO NON ESSERE CRISTIANA, e vorrei fare qualche considerazione relativa a quello che ho letto della faina incazzata (bel nick, fra l’altro)

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La nudità di Dio (racconto)

Manteneva ancora le fattezze del giovane dai lunghi capelli bianchi, ma il suo volto non era dolce e non sorrideva. Il suo sguardo era insopportabile, enigmatico come quello di una Sfinge; impossibile da sostenere, eppure l’anima non poteva distogliere il suo.

Dio sedeva comodamente nel nulla, nulla era intorno a loro, nulla di nulla. Un vuoto infinito, privo di colori, privo di luce eppure non buio, senza dimensioni, senza alcun punto di riferimento. Nulla, solo nulla. L’unico punto di riferimento era Lui, la sua tunica iridescente, la sua forma preferita era però pallida, tenue, non brillante come al solito. Gli occhi erano però vivacissimi e intensi ed era l’unico luogo ove fosse possibile rivolgere lo sguardo.

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Il Karma collettivo, la Cina, il Tibet e la libertà individuale e sociale

Avviso:

Il contenuto dell’articolo rispecchia semplicemente il mio pensiero ed esprime solo le mie personali riflessioni. Non ha la pretesa di essere un’analisi storica, religiosa e/o sociale.

 

Ricordo che tempo fa lessi qualcosa del Dalai Lama riguardo all’invasione del Tibet da parte della Cina e grosso modo ciò che esprimeva riguardava il karma collettivo della nazione tibetana.

Sua Santità era infatti convinto che la diaspora dei tibetani causata storicamente dalla suddetta invasione era un effetto karmico collettivo legato alla storia del Tibet stesso.

Teocrazia assoluta per molti secoli, ha vissuto fino alla fine degli anni ’50 in uno stato di un pressoché totale isolamento, favorito anche dalla particolare collocazione geografica, mentre nel remoto passato è stato un crogiolo culturale ricco e fertile.

E’ mia personale opinione che una delle ragioni per cui Sua Santità non abbia mai chiesto l’indipendenza politica alla Cina è legata anche a questo, e non sia solo una scelta politica e diplomatica pure necessaria dalla sua posizione di capo di stato in esilio.

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Sul movimento dei focolari e il senso di “sacrilegio” nelle critiche ad esso

Non temete, stavolta non c’è nulla di esteso o particolarmente dettagliato. Solo alcune considerazioni che mi sono nate leggendo le reazioni di chi difende il movimento, reazioni che ho ricevuto sia fra i commenti che in privato.

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Luce di candela

Lo guardo sempre con molta tenerezza. Nel suo sguardo quasi mai c’è la fissità della pupilla tipica di chi ha il suo stesso male. A volte si, certo, quando le voci prendono il sopravvento e l’angoscia di infiniti pensieri sparsi si coagula in deliri, quando visoni notturne come fantasmi superano le pareti per accalcarsi attorno a lui.

Ha lo sguardo limpido come quello di un bimbo. Quando sorride ha una dolcezza infinita. Ripenso a quel giorno in cui mi descrisse le sue allucinazioni più poetiche. Mi dice che quando va alla messa ogni persona si trasforma in un globo di luce che pulsa quando vengono recitate le preghiere corali.

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I post sul movimento dei focolari. Alcune considerazioni scaturite dai commenti

Certamente dovevo aspettarmi che i miei articoli sul movimento dei focolari pubblicati proprio a ridosso della morte di Chiara Lubich suscitassero delle reazioni. Vorrei perciò fare alcune considerazioni extra che vanno al di là del racconto di quello che è stato il mio percorso durante la mia appartenenza al movimento stesso.

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Discorso sul Laicismo

Leggo con molto piacere grazie ad una segnalazione di filomenoviscido su OKNOtizie QUEST’ARTICOLO di Riccardo Campa:

LAICISMO

di Riccardo Campa

(MondOperaio, gennaio-febbraio 2006)

Il laicismo può essere inteso sia come dottrina politica volta a definire un determinato assetto istituzionale dello Stato, sia come atteggiamento culturale capace di ispirare lo stile di vita e di pensiero di un cittadino.

Il laicismo, inteso come dottrina dello Stato, afferma e difende la laicità delle istituzioni. Più precisamente, afferma la necessità di riformare le istituzioni degli Stati non compiutamente laici, per stabilirne la laicità, e difende gli Stati compiutamente laici dai tentativi di modificarne l’assetto in senso concordatario, confessionale o teocratico. Il laicismo si definisce dunque positivamente in relazione alla categoria della laicità e negativamente in relazione a varie forme di clericalismo.

[…continua…] LEGGI TUTTO L’ARTICOLO ORIGINALE NEL SITO DI RICCARDO CAMPA

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Il senso dell’intolleranza

Un attimo di calma e un attimo di riflessione. Da quando è emerso il fatto della contestazione al papa alla Sapienza c’è stato un coro di voci indignate (soprattutto voci istituzionali e giornalistiche, devo dire) che hanno parlato di censura e di bavagli, con tutto il corollario di sinonimi e termini correlati.

Buttiglione rivendica su Porta a Porta il diritto della maggioranza a imporre il proprio pensiero e la propria filosofia a tutti, lo rivendica urlando e impedendo a Oddifreddi di pronunciare parola, intavolando una battaglia verbale a base di decibel.


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Il Tibet tra politica e religione – Terza e ultima parte


La diaspora tibetana e le lente rivoluzioni del Dalai Lama

Il Tibet ha vissuto per molti secoli in uno stato di isolamento pressoché totale. Finita l’epoca dei continui scambi culturali, con India, Cina e Mongolia in particolare, ha progressivamente irrigidito la propria struttura sociale e ne ha protetto l’identità culturale operando uno strettissimo filtro ai propri confini. Pochissimi gli occidentali ammessi. Fra essi ricordo Heinrich Harrer, l’alpinista austriaco già citato divenuto amico personale del Dalai Lama; e, soprattutto e prima fra tutti, la straordinaria Alexandra David-Néel, esploratrice e studiosa parigina dalla vita indubbiamente ricchissima e fuori dal comune, che peregrinò per tutto l’estremo oriente, tradusse moltissimi testi del buddismo tibetano e contribuì grandemente alla diffusione della cultura di questo popolo in un linguaggio accessibile agli occidentali.

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Il Tibet tra politica e religione – Parte Seconda


Incarnazione e RE-Incarnazione

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Il Tibet tra politica e religione – Parte Prima

Faccio una premessa:

quanto mi accingo a esporre è frutto di letture disordinate fatte in anni passati, letture che ho avuto una grande difficoltà a recuperare. Per tale ragione molte delle cose che scrivo (o forse tutte…) sono molto imprecise e vi saranno sicuramente molti errori. Posso però esporre quanto ho compreso, per cui se qualcuno troverà questi inevitabili errori nei miei scritti, me lo faccia notare e provvederò a postare le rettifiche.

Pubblicherò a puntate questo scritto in quanto abbastanza lungo da rischiare di stancare i lettori prima che possano arrivare a metà strada.

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Harry Potter e la modernizzazione dei miti ancestrali

E’ da tempo che mi propongo di scrivere qualcosa relativo alla saga di Harry Potter. Siamo quasi arrivati alla dirittura d’arrivo, non manca molto a che il 7° e (sembra) ultimo libro venga pubblicato nell’edizione inglese. In autunno, o al massimo allo scoccare del solstizio d’inverno, anch’io, da perfetta ignorante di quella strana e diffusissima lingua, ne leggerò la traduzione.

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Benvenuti nell'armonia tra sacro e profano

Free Burma

Sacro Profano

Nell'armonia degli opposti il sacro è profano e tutto ciò che consideriamo profano profuma dell'incenso del sacro. Non esiste nulla di cui non si possa parlare…

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